Un nuovo arrivo all’ Ecofattoria. Inizia l’allevamento di Caviette Peruviane.

2009 Novembre 11
di associazioneculturaleecofattoriaterradimezzo

Ecco il nuovo arrivato, il suo nome è Topazio e andrà a fare compagnia a Kiki. I due sono già fidanzati e nella loro nuova suite, stanno preparando una “nidiata” di Topazzi Peruviani. Per tutti coloro che volessero uno dei cucciolini, siamo a vostra disposizione.

Topazio

 

Kiki e Topazio nella Suite

Kiki e Topazio

Topazio il mangione

TopazioKikiKiki

I nostri principi ispiratori

2009 Ottobre 28
di associazioneculturaleecofattoriaterradimezzo

Viviamo e lavoriamo immersi nella natura che regna sovrana tra ” lu mare e la muntagne”. Abbiamo dato vita all’associazione culturale Terra di Mezzo che ha sede qui in Ecofattoria, raggiungibile in macchina o a piedi, seguendo un sentiero dalla strada principale che costeggia un boschetto di querce, olmi, carpini e lecci.

Viviamo uno stile di vita semplice, ecologicamente compatibile. Crediamo alla sensibilizzazione per il rispetto della natura. Abbiamo dato vita a questa piccola realtà, in una Terra di Mezzo, per recuperare la storia e le tradizioni di questi luoghi e per percorrere la strada verso la cura del corpo, dello spirito e della terra. Gli intenti che ci animano sono: tutelare il nostro patrimonio rurale, salvaguardare l’ambiente e rispettare la natura. Un bel tuffo in un progetto ambizioso di vita ecosostenibile! Qui si coltiva seguendo principi di agricoltura naturale  e di permacultura, riciclando rifiuti, compostando materiali organici e usando e producendo detergenti ecologici nel piccolo laboratorio che stiamo completando… autoproduciamo detergenti ecologici ricavati  direttamente dalle piante spontanee che si possono trovare qui intorno.

Ci stiamo organizzando per poter ospitare soci con spazi aperti per campeggio… l’idea è di condividere idee, prodotti naturali e attività legate all’arte, alla natura e alla cura del corpo.

La fattoria è il nostro laboratorio ecologico dove pratichiamo permacultura e realizziamo i nostri improbabili orti artistici e sinergici, tra terrazze di erbe spontanee, di ulivi, e frutteti. Qui potranno trovare ospitalità coloro che vengono a trovarci in estate o primavera con la tenda, sotto l’ombra degli ulivi. Perchè tra laboratori del pane, di marmellate, tra lavori nell’orto o passeggiate lungo il fiume, seminari di Tai Chi Quan e Qi Gong, organizziamo serate con pizza e pane, vegetariane e biologiche con i nostri prodotti. Trascorriamo momenti lieti con vecchi e nuovi amici.

L’orto sinergico

2009 Luglio 23
di associazioneculturaleecofattoriaterradimezzo
L’AGRICOLTURA SINERGICA è un metodo di coltivazione elaborato dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip. Si basa sul principio, ampiamente dimostrato dai più aggiornati studi microbiologici, che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri «essudati radicali», i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.
I prodotti ottenuti con questa pratica hanno una diversa qualità, un diverso sapore, una diversa energia e una maggiore resistenza agli agenti che portano malattie. Attraverso questo modo di coltivare viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo e facendo dell’agricoltura un’attività umana sostenibile. L’agricoltura, la programmazione delle colture, dunque, può essere praticata rispettando gli organismi viventi che si trovano naturalmente nel suolo e che ne costituiscono la base della fertilità. Per questo nell’agricoltura sinergica si coltivano insieme piante annuali e perenni, senza ricorrere ad aratura né a concimazione, usando una copertura organica permanente e promuovendo i meccanismi naturali di autoareazione e autofertilizzazione che la terra mette spontaneamente in atto.
Emilia Hazelip – agricoltrice spagnola e insegnante di Agricoltura Sinergica – ha ideato  il metodo rivoluzionario dell’agricoltura  sinergica, adattando alle condizioni climatiche, colturali e culturali europee – i principi dell’Agricoltura Naturale di Masanobu Fukuoka.
Preparazione dei bancali… si chiamano così!
L’orto che prende forma
L’AGRICOLTURA SINERGICA è un metodo di coltivazione elaborato dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip. Si basa sul principio, ampiamente dimostrato dai più aggiornati studi microbiologici, che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri «essudati radicali», i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.
I prodotti ottenuti con questa pratica hanno una diversa qualità, un diverso sapore, una diversa energia e una maggiore resistenza agli agenti che portano malattie. Attraverso questo modo di coltivare viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo e facendo dell’agricoltura un’attività umana sostenibile.
L’agricoltura, la programmazione delle colture, dunque, può essere praticata rispettando gli organismi viventi che si trovano naturalmente nel suolo e che ne costituiscono la base della fertilità. Per questo nell’agricoltura sinergica si coltivano insieme piante annuali e perenni, senza ricorrere ad aratura né a concimazione, usando una copertura organica permanente e promuovendo i meccanismi naturali di autoareazione e autofertilizzazione che la terra mette spontaneamente in atto.
Emilia Hazelip – agricoltrice spagnola e insegnante di Agricoltura Sinergica – ha ideato  il metodo rivoluzionario dell’agricoltura  sinergica, adattando alle condizioni climatiche, colturali e culturali europee – i principi dell’Agricoltura Naturale di Masanobu Fukuoka.
Preparazione dei bancali… si chiamano così!
Tracciamento bancali
L’orto che prende forma
Fase di preparazione bancali
Nella foto: il nostro Orto Sinergico
Il nostro Orto Sinergico Pacciamato

Permacultura

2009 Luglio 22
di associazioneculturaleecofattoriaterradimezzo
La permacultura è un processo integrato di progettazione che dà come risultato un ambiente sostenibile, equilibrato ed estetico.
Applicando i principi e le strategie ecologiche si può ripristinare l’equilibrio di quei sistemi che sono alla base della vita.
La permacultura è la progettazione, la conservazione consapevole ed etica di ecosistemi produttivi che hanno la diversità, la stabilità e la flessibilità degli ecosistemi naturali.
La permacultura è essenzialmente pratica e si può applicare a un balcone, a un piccolo orto, a un grande appezzamento o a zone naturali, così come ad abitazioni isolate, villaggi rurali e insediamenti urbani.
Allo stesso modo si applica a strategie economiche e alle strutture sociali.
La permacultura si può definire una sintesi di ecologia, geografia, antropologia, sociologia e progettazione.
Permacultura: agricoltura permanente per una cultura permanente. Una cultura umana non può sopravvivere a lungo senza la base di una agricoltura sostenibile e una gestione etica della terra.
Permacultura: pensare sentire inventare progettare il nostro essere integrati nel mondo. Disegnare il proprio sistema di vita, la propria casa, il territorio che la circonda, in modo armonico, in modo consapevole. Consentire al proprio essere nella vita di pensarsi da sé, non di essere pensato da altri. Sostituendo al dominio l’ascolto, alla violenza la curiosità, alla fretta la speranza.
Permacultura è la progettazione di una interazione consapevole ed efficiente fra l’uomo e l’ambiente.
Permacultura è ecologia coltivata.
La permacultura è la progettazione e la gestione ecosostenibile e integrata degli insediamenti umani e produttivi nel territorio agro-ambientale.
La Permacultura non è una serie di teorie o metodi, ma un modo di pensare, in maniera sempre nuova e flessibile.
L’agricoltura convenzionale è totalmente dipendente dall’apporto di fonti energetiche esterne e basa la sua produzione agricola su colture annuali, destinate esclusivamente al mercato, in cui la terra viene considerata esclusivamente un fattore di produzione. Al contrario, nei sistemi di agricoltura permanente e più in generale in ogni società sostenibile, i bisogni energetici sono soddisfatti dal sistema stesso.
La permacultura  implica una società a basso consumo energetico, l’agricoltura tradizionale  una società caratterizzata da elevati consumi: uso distruttivo, sfruttamento della terra e dipendenza da fonti esterne di energia  fornite principalmente dal terzo mondo (fertilizzanti, proteine, forza lavoro). La terra viene, in questo modo, impoverita dalla sua fertilità a causa della coltivazione intensiva.
La verità è che, quando i bisogni di un sistema non vengono soddisfatti dal sistema stesso, si paga un prezzo molto elevato in termini di consumi energetici e inquinamento.
Se ci sediamo sui gradini della porta di casa e guardiamo fuori, vediamo che davanti a noi c’è tutto quello di cui abbiamo bisogno: sole, vento, esseri umani, acqua, animali e piante; la cooperazione con tutti questi elementi porta all’armonia, la contrapposizione conduce al disastro e al caos.
Tratto da: Introduzione alla Permacultura
di Bill Mollison e Reny Mia Slay

Lo stagno

2009 Luglio 18
di associazioneculturaleecofattoriaterradimezzo
La costruzione di ambienti umidi artificiali può favorire il naturale accrescimento di
flora e fauna autoctona. Uno stagno artificiale, una volta istauratosi un ecosistema
complesso , sarà utile didatticamente per osservare i cambiamenti nel corso delle
stagioni e i suoi processi annuali.
L’importanza della costruzione di ambienti umidi artificiali può favorire il naturale accrescimento di flora e fauna autoctona. Uno stagno artificiale, una volta istauratosi un ecosistema complesso , sarà utile didatticamente per osservare i cambiamenti nel corso delle stagioni e i suoi processi annuali.
Realizzazione e posa in opera
I nostri obiettivi: riproduzione di specie animali sempre meno presenti sul territorio (Supporto per piccoli uccelli con materiale per la costruzione dei nidi, riproduzione e supporto per anfibi: Rospo comune, Rane, Raganelle, punto di transito di Libellule, controllo insetti nocivi).
Lo stagno
Un tempo gli stagni erano più numerosi.
L’uomo, durante gli ultimi secoli, ha raccolto le acque e ha prosciugato il terreno per poterlo coltivare (si dice che ha bonificato il terreno). Oggi gli stagni vengono salvati e protetti perché permettono la vita di specie animali e vegetali che altrimenti scomparirebbero.
Una delle prime abitanti del nostro stagno è stata la libellula depressa, solitamente la prima a colonizzare le zone umide.
Libellula depressaUn’altra bella soddisfazione è arrivata qualche mattina fa, mentre ero intento a fotografare le libellule e le lumache da stagno, ha fatto capolino tra la vegetazione un esemplare di rana esculenta fotografata in uno dei suoi momenti preferiti della giornata.
Rana esculentaIl nostro obiettivo di aiutare gli esseri viventi e di ricreare un ecosistema sano e vivo, pian piano arriverà a compimento.
foto Francesco Cicchini

Realizzazione di Succhi di Frutta e Marmellate biologiche di Pesche

2009 Luglio 2
di associazioneculturaleecofattoriaterradimezzo

Il nostro frutteto che tra le altre varietà contiene un centinaio di peschi, ci ha regalato dei prodotti davvero straordinari.

Succo

Confetture e succhi di frutta dalla bontà semplice, sana e ineguagliabile.

Per chi volesse seguire i nostri passi basta procurarsi delle pesche biologiche,

Pesche

zucchero,

Attrezzi

limoni biologici, acqua e tanta allegria.

Lu callar

Per tutti coloro che volessero assaggiare i nostri prodotti… SIAMO A VOSTRA DISPOSIZIONE!!!



Compostaggio

2009 Giugno 25
di associazioneculturaleecofattoriaterradimezzo
Hermetia illucens med

Il compostaggio domestico è un processo naturale che consente di trasformare la sostanza organica presente nei nostri rifiuti organici della cucina e dell’orto o giardino (circa un terzo dei rifiuti prodotti da ciascuno di noi è rappresentato da rifiuti organici) in compost, ovvero in un prodotto utile per fertilizzare la terra. A differenza dei normali processi di decomposizione naturale, il compostaggio domestico avviene in tempi brevi perché favorito dal sistema di raccolta e da opportuni accorgimenti nello stoccaggio dei prodotti immessi.

Esso consente quindi non solo di ridurre la quantità dei rifiuti avviati a smaltimento in discarica o inceneritore ma anche di ottenere un ottimo fertilizzante ecologico (compost) per il giardino o orto.
Nel processo di compostaggio la sostanza organica viene aggredita da una miriade di organismi viventi che in varie fasi e in presenza di ossigeno la decompongono e la mineralizzano, ritrasformandola in vapore acqueo, anidride carbonica e sali minerali che in parte la convertono in eccellente humus. Il processo può essere diviso in 3 fasi principali.
Il compostaggio domestico è un processo naturale che consente di trasformare la sostanza organica presente nei nostri rifiuti organici della cucina e dell’orto o giardino  in compost, ovvero in un prodotto utile per fertilizzare la terra.
Esso consente non solo di ridurre la quantità dei rifiuti avviati a smaltimento in discarica o inceneritore, ma anche di ottenere un ottimo fertilizzante ecologico (compost) per il giardino o orto.
Nel processo di compostaggio la sostanza organica viene aggredita da una miriade di organismi viventi che in varie fasi e in presenza di ossigeno, la decompongono e la mineralizzano, ritrasformandola in vapore acqueo, anidride carbonica e sali minerali che in parte la convertono in eccellente humus.
Tutto questo nell’ecofattoria è iniziato due anni fa all’interno di un bidone da 50 litri e da qualche giorno hanno fatto la loro comparsa degli esseri utilissimi sia al compostaggio, ma anche alla creazione di biogas, stiamo parlando dell’ Hermetia Illucens, chiamata anche Mosca Black Soldier. Di seguito una breve descrizione tratta da Wikipedia.
Quindi se stato facendo il compostaggio e notate una miriade di vermi dentro il materiale organico NON PREOCCUPATEVI!!!
Importanza
Hermetia illucens
Come la generalità dei ditteri saprofagi, gli Stratiomidi sono organismi ecologicamente utili in quanto intervengono nel ciclo del carbonionelle prime fasi della decomposizione della sostanza organica. Larve di stratiomidi sono spesso presenti nei rifiuti organici sottoposti acompostaggio, nel letame, nei liquami. Le larve acquatiche sono invece importanti come organismi bentonici coinvolti nella rete alimentare degli ecosistemi acquatici e partecipano alla costituzione della base alimentare dell’ittiofauna e dell’avifauna delle zone umide.
In merito alle relazioni con l’uomo, nell’ambito della famiglia va citata in particolare l’utilità, in diversi ambiti, della specie Hermetia illucens, nota negli USA con il nome comune di black soldier fly (“mosca soldato nera”). Le larve di questa specie, di origine americana ma divenuta cosmopolita, sono saprofaghe e si rinvengono in svariati substrati organici in decomposizione, fra cui anche i cadaveri deivertebrati. La sua biologia è stata ampiamente studiata, per le implicazioni pratiche, e sono ben noti i tempi di sviluppo dei suoi sei stadi larvali. Gli ambiti di applicazione sono differenti e alcuni di questi hanno, sia pure in prospettiva, importanza non trascurabile per i benefici che si potrebbero trarre sotto il punto di vista economico, ambientale, energetico.
Entomologia forense
Le larve di H. illucens possono essere sfruttate in medicina legale come misuratore cronologico dello stato di decomposizione di un cadavere, al fine di stimare il momento in cui si è verificata la morte di un individuo e ricavare eventuali altre informazioni relative al luogo e alle circostanze del decesso.
Larve
Energie alternative
Adulti di H. illucens in accoppiamento.
Nel settore energetico, le larve di H. illucens possono essere sfruttate per la produzione di energia alternativa da biomassa. La tecnologia, messa a punto dalla società americana EcoSystem Corporation, prevede l’impiego delle larve come digestori su biomasse provenienti dagli scarti alimentari e l’estrazione delle riserve lipidiche dallepupe per la produzione di olio additivo per biodiesel. Un impianto sarebbe in grado di fornire una produzione annua di quasi 1800 hl di olio per ogni ettaro di superficie bioreattiva investita, contro i 3,8 hl annui prodotti da una superficie coltivata a soia.
Trattamento dei rifiuti organici
L’estrema voracità e il rapido ciclo di sviluppo delle larve di H. illucens possono essere sfruttati anche per lo smaltimento di rifiuti organici ad alto impatto ambientale, come ad esempio i liquami degli allevamenti zootecnici intensivi, i reflui dell’industria agroalimentare, i rifiuti solidi urbani. Negli ultimi anni, la ricerca pubblica e privata ha ideato sistemi di smaltimento e riciclaggio dei reflui e dei rifiuti solidi basati su biodigestori e impianti di compostaggio che sfruttano allevamenti dello stratiomide per ridurre il volume dei rifiuti a costi relativamente bassi.
I benefici derivanti da una tecnologia di trattamento basata sull’allevamento di H. illucens si possono riassumere nei seguenti punti:
riduzione del volume dei rifiuti, mediamente stimato in un valore del 30-55% in due settimane, secondo le fonti più accreditate;
abbattimento del carico inquinante dei rifiuti (in termini di azoto, fosforo, sostanza organica) e degli odori;
facilità di recupero delle pupe grazie alla particolare etologia della specie;
minore impatto sanitario rispetto ad altri sistemi di digestione basati sull’impiego di ditteri.
Le pupe recuperate e non reimpiegate nel digestore possono essere destinate a cicli produttivi esterni, come ad esempio la produzione di biocarburanti o di mangimi. Il materiale organico trattato può essere destinato all’impiego come fertilizzante e/o al trattamento per la produzione di biogas.
La facilità di recupero delle pupe è un aspetto fondamentale, dal punto di vista tecnico-economico, in quanto non richiede l’impiego di tecnologie di separazione sofisticate. A differenza di altri ditteri, gli stratiomidi si separano spontaneamente dal substrato di crescita allo stadio di prepupa: la larva matura cessa di alimentarsi e passa allo stadio di prepupa migrante abbandonando il sito di crescita per impuparsi in un ambiente più favorevole. Sono perciò sufficienti semplici sistemi di raccolta delle pupe; poiché la fase di pupa dura circa 10 giorni, il materiale può essere raccolto e destinato all’uso previsto prima dello sfarfallamento.
In merito al minore impatto sanitario, va precisato che le possibili obiezioni all’uso di questi sistemi risiedono nella triste fama – associata ai ditteri sensu lato – quali insetti dannosi all’uomo direttamente, come i ditteri ematofagi, o indirettamente, come vettori di agenti patogeni quali ad esempio la mosca domestica, o semplicemente agenti di fastidio, come ad esempio inematoceri che formano sciami danzanti. In realtà, le tecnologie basate sullo stratiomide presentano diversi vantaggi in virtù dell’etologia di questa specie: l’adulto non forma sciami, perciò non crea, ad esempio, i fastidi associati ai voli dei Chironomi; l’adulto non si alimenta e frequenta i substrati putrescenti solo per l’ovideposizione; rispetto ad altri ditteri è anche meno invasivo in quanto non ha l’abitudine di introdursi nelle abitazioni o altre costruzioni. In definitiva, l’impatto igienico-sanitario è dunque virtualmente nullo se confrontato, ad esempio, con quello della mosca domestica. In letteratura sono citati casi di miasi intestinali in regioni tropicali provocate da larve di H. illucens, ma queste si verificano in circostanze estreme che presuppongono l’ingestione accidentale di larve in alimenti mal conservati[20]. Va infine citato il beneficio derivante dalla competizione alimentare delle larve di H. illucens che, occupando la stessa nicchia ecologica dei ditteri saprofagi vettori di agenti patogeni, ne ostacola la proliferazione riducendone l’impatto igienico-sanitario.
Stratiomidi dannosi
I casi di effettiva dannosità degli Stratiomidi sono decisamente limitati per le abitudini alimentari sia delle larve sia degli adulti. Nella famiglia sono tuttavia presenti alcune specie con larve terricole la cui etologia rientra nel comportamento generale dei ditteri fitosaprofagi. Le specie fitofaghe rientrano nella sottofamiglia dei Chiromyzinae e si sviluppano soprattutto a spese delle radici di Graminacee. Fra gli Stratiomidi fitofagi dannosi alle coltivazioni rientra la specie Inopus rubriceps, le cui larve attaccano le radici della canna da zucchero in Australia. I danni causati sono tali da richiedere l’interruzione della coltivazione in atto e l’adozione, a scopo preventivo, di rotazioni colturali a ciclo relativamente lungo.
Hermetia illucens