Permacultura

L’agricoltura convenzionale è totalmente dipendente dall’apporto di fonti energetiche esterne e basa la sua produzione agricola su colture annuali, destinate esclusivamente al mercato, in cui la terra viene considerata esclusivamente un fattore di produzione. Al contrario, nei sistemi di agricoltura permanente e più in generale in ogni società sostenibile, i bisogni energetici sono soddisfatti dal sistema stesso.
La permacultura  implica una società a basso consumo energetico, l’agricoltura tradizionale  una società caratterizzata da elevati consumi: uso distruttivo, sfruttamento della terra e dipendenza da fonti esterne di energia  fornite principalmente dal terzo mondo (fertilizzanti, proteine, forza lavoro). La terra viene, in questo modo, impoverita dalla sua fertilità a causa della coltivazione intensiva.
La verità è che, quando i bisogni di un sistema non vengono soddisfatti dal sistema stesso, si paga un prezzo molto elevato in termini di consumi energetici e inquinamento.
Se ci sediamo sui gradini della porta di casa e guardiamo fuori, vediamo che davanti a noi c’è tutto quello di cui abbiamo bisogno: sole, vento, esseri umani, acqua, animali e piante; la cooperazione con tutti questi elementi porta all’armonia, la contrapposizione conduce al disastro e al caos.
Tratto da: Introduzione alla Permacultura
di Bill Mollison e Reny Mia Slay

Bill Mollison: premio Nobel Alternativo 1981,  è il creatore della Permacoltura, disciplina ideata più di trent’anni fa in Australia e oggi diffusa in tutto il mondo.

La permacultura (inizialmente permacoltura, dall’inglese permanent agriculture, cioè agricoltura permanente ed evolutasi poi in permacultura, da permanent culture, cioè cultura permanente) è nata come modello di agricoltura sostenibile sviluppato intorno al 1978 da Bill Mollison e David Holmgren in Australia.
La permacultura insegna a progettare insediamenti umani che imitino il più possibile gli ecosistemi naturali.
Progettare in permacultura significa creare sistemi produttivi che durino nel tempo, che siano sostenibili, equilibrati e stabili; ovvero in grado di automantenersi e rinnovarsi con un basso input di energia.
Il pensiero di fondo è quello di assumere come misura della produzione, le modalità di produzione della natura, quindi la permacultura non è orientata al profitto.
I fondamenti etici della permacultura sono:
a) prendersi cura della terra; b) prendersi cura della gente; c) condividere le risorse.
La permacultura si basa sull’idea che applicando i principi e le strategie ecologiche si può ripristinare l’equilibrio di quei sistemi che sono alla base della vita. È una pratica integrata di progettazione e conservazione consapevole ed etica di ecosistemi produttivi che dà come risultato un ambiente sostenibile, stabile, duraturo, equilibrato ed estetico . La permacultura si può definire come un approccio olistico dell’agricoltura che tiene in considerazione le attività e i bisogni umani cercando di conciliarli con quelli della natura attraverso la costruzione di un equilibro fra l’ambiente naturale e quello antropizzato. Utilizza il territorio imitando i legami e le relazioni che si ritrovano in natura al fine di avere abbondanza di alimenti, fibre e energia per coprire le esigenze locali. Nel 2000 presso l’ecovillaggio Torri Superiore vicino a Ventimiglia (IM), si è tenuto il primo corso di progettazione in Permacultura in Italia. Da questo corso è nato un gruppo di persone che si dedica alla diffusione dei principi e delle applicazioni della Permacultura organizzando corsi ed incontri divulgativi. Nel 2006 si è costituita l’Accademia Italiana di Permacultura con finalità di promozione e di supporto per le persone che hanno partecipato ai corsi e per i simpatizzanti che si vogliano avvicinare alla Permacultura. Dal movimento della Permacultura inglese, e più precisamente da Rob Hopkins, nasce l’idea delle transition towns.
Fonte wikipedia
Per maggiori informazioni:
www.permacultura.it
http://permaculture.org.au/
www.permaculture.co.uk
Rete Italiana Villaggi Ecologici RIVE: www.ecovillaggi.it
Rete internazionale: http://gen.ecovillage.org

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